Produttore: Leclapart David ( Agricoltura Biodinamica - Certificazione Demeter )
Tipo di vino: vini
Vitigno: Chardonnay 100%
Denominazione: Champagne Aoc.
Nome del vino: Champagne Cuvée L'Amateur
Prezzo: € 88,90
Affinamento 100% Chardonnay di Trépail, vinificato unicamente in vasche d'acciaio smaltato di piccola capacità
Aromi del vino:
Champagne con moderata ossidazione, segnato dal suo terroir, aromi di frutta secca, fiori, di una bella purezza accompagnati da una grande freschezza sul suo finale.Champagne di un carattere minerale esemplare.
Champagne Biologico e Biodinamico

Grado alcolico%: 12.5% Vol
Temperatura: 8°C.
Abbinamento cibo Perfetto sempre.Gli Champagne di David Leclapart sono straordinariamente "bevibili", il lato facilmente digeribile che ti fa rimpiangere di avere una sola bottiglia a tavola.

NOTE

La tenuta David Leclapart ha 3 ettari di vigneto con una grande maggioranza di Chardonnay situati sulla Montagne de Reims.

Lo champagne di un viticoltore con carattere, DNA unico ...
Le vigne di David Léclapart respirano salute, uomo, gioia di vivere nel suo ambiente, un atteggiamento positivo, una convinzione nell'agricoltura biodinamica: non poteva che derivare dagli champagne legati a questo pedigree.





I suoi champagne non arrivano a voi con grandi colpi di strutture aromatiche "allettanti", non rappresentano lo champagne che viene dato e consegnato dal primo bicchiere, è il suo contrario:sottile e complesso, a volte aperto, a volte chiuso (richiede l'apertura anticipata o addirittura passato in caraffa) e sempre puro: un succo vivo ...
David Leclapart è un viticoltore e membro del gruppo Terres et Vins de Champagne.


“Le ciel donne naissance, la terre nourrit et l’homme affine”

(“Il cielo origina, la terra nutre e l’uomo affina” - Bernard de Clairvaux, 1091-1153)

La biodinamica è l’unico tipo di coltura agricola che, con l’aiuto del contadino, unisce le forze del cielo e della terra. È praticata su tutta la tenuta con precisione e rigore, affinché le nostre uve siano colme di forze solari e terrestri. La potatura e tutti i lavori in vigna seguono i grandi ritmi naturali (calendario Maria Thun). La vendemmia è decisa in prossimità dell’optimum, tenendo conto di un approccio empirico (colore delle bucce e dei vinaccioli) ed analitico (zucchero, acidi, pH). Lo zolfo, il rame e la calce mi permettono di combattere le malattie crittogamiche e i vermi dell’uva, mentre per gli altri predatori (acari, cicaline, tignole), mi aiutano gli uccelli, poiché, grazie alla presenza d’erba nelle vigne, offro loro “vitto e alloggio”.

Il suolo delle nostre vigne è ricoperto d’erba di diverse specie, per ricostituire una struttura graduata che crea un nuovo spazio di vita (fauna ausiliare, piccoli funghi, vita microbica); tutto questo per amplificare la “musica” biodinamica e favorire la creazione dell’humus, fonte di fertilità, di forza di vita, di porosità e di immunità. In questo modo, i concimi, poco importa di quale formula (minerali, organo-minerali o organici), sono banditi in modo da lasciar traspirare il terroir fino nel bicchiere. Il basalto (roccia vulcanica) è utilizzato ogni tanto poiché ricco di oligoelementi. I principi che reggono il mio lavoro in cantina sono identici a quelli nella vigna: precisione, rispetto della vita e dei suoi ritmi, ricerca della purezza. L’uso della botte è primordiale (forma e materia). Tutti i lavori e le pratiche enologiche sui vini devono restare semplici per accarezzare la purezza e preservarla. Torchiatura tradizionale, aggiunta di una soluzione solforosa (la più discreta possibile), chiarificazione statica, lieviti indigeni, nessun passaggio a freddo o riscaldamento della cantina, nessuna inseminazione con batteri lattici, nessuna colla né filtraggio. La tecnologia è accettabile solo se permette di conservare l’essenza del vino. Il travaso e l’imbottigliamento sono effettuati seguendo i ritmi lunari. La fermentazione malolattica è sistematica, poiché permette di stabilizzare i vini e limitare l’utilizzo di zolfo. Inizia spontaneamente e in modo variabile a dipendenza dell’annata, comportando un imbottigliamento tardivo (agosto/settembre dell’anno seguente). Per il piacere del corpo e dello spirito, vinifico senza alcun assemblaggio di annate, affinché il clima scolpisca i contorni del vino e stimoli la nostra conoscenza.

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