Produttore: Fleury
Tipo di vino: vini
Vitigno: Pinot Nero
Denominazione: Champagne Aoc.
Nome del vino: Champagne Fleury Blanc de Noir MAGNUM
Prezzo: € 121,30
Affinamento Coltivazione biodinamica, certificata Ecocert e Demeter dal 1992. Vigneti che hanno un'età compresa fra 15 e 20 anni, nella Côte des Bar, caratterizzata da terreni argilla-calcarei, con alte percentuali di silice, che enfatizzano pulizia ed eleganza.
Raccolta manuale, vinificazione in acciaio smaltato. Si effettua la fermentazione malolattica. La permanenza sui lieviti è minimo 24 mesi.
Note tecniche: Pionieri della biodinamica, la storia della famiglia Fleury nasce a fine Ottocento. Questo è un vino da cuvée di diverse annate, le fermentazioni sono innescate con lieviti autoctoni; svolge la malolattica. Residuo zuccherino 8 grammi/litro.
Aromi del vino: Colore giallo paglierino scarico, perlate molto fine ma vivace. Al naso prevalgono sentori di crosta di pane, frammisti a quelli di mela verde e fiori bianchi. In bocca emerge un fresco aroma di lievito e frutta bianca, ha un equilibrio classico che combina rotondità e flessuosità, con un'intrigante mineralità finale.


Grado alcolico%: 12%vol.
Temperatura: 6-8°c.
Abbinamento cibo Risotto con nero di seppia, ostrica, nocciola, peperoni verdi e “spray” di whisky torbato firmato Gianfranco Pascucci (con Champagne blanc de noirs brut Fleury):

Un risotto allucinante, esemplare negli abbinamenti e nell’esecuzione finale. Il nero avvolgente si valorizza con la mantecatura effettuata con “pasticche” di ostrica frullata e nocciola. Il super brodo di pesce utilizzato per portare a cottura il riso dona spessore e struttura ad un piatto che “parla” da solo. Per impreziosire il tutto il peperone verde crudo dell’orto di Pascucci, la nocciola che riprende i sentori dell’ostrica invernale, e la “spruzzata” di whisky torbato direttamente al tavolo. Geniale!

NOTE

L’art d'être naturel non è solo il motto di questa maison che ha scelto la coltivazione biodinamica dal 1992, ma è lo stile di vita della famiglia Fleury. Parliamo di una maison storica, fondata nel 1929 a Courteron nell’Aube, la zona più a sud vitata principalmente a Pinot Nero.
Mr Jean Pierre Fleury ora affiancato dai figli Morgane, Jean Sébastien e Benoit, è una mosca bianca nell’universo champenois, per lui che da bambino sognava di diventare astronomo, l’incontro con l’agricoltura biodinamica che tiene conto della posizione degli astri, deve essere stata un’autentica rivelazione.
Fleury, produttore di Champagne da quattro generazioni, sono degli innovatori nell' Aube.
Per primi han piantato le vigne col portainnesto dopo il disastro della filossera, per primi son ricorsi all'uso intensivo di chimica e tecnologia agli albori della vinificazione industriale, per primi son tornati indietro convertendosi alla agricoltura Biodinamica nell'allevamento della vite per produrre Champagne naturali.
Dal 1970 passano al diserbo meccanico abbandonando l'uso di diserbanti.
La prima conversione in Biodinamica è del 1989 per i primi 3 ha, per poi praticare la filosofia di Steiner su tutti i vigneti della maison dal 1992.
Utilizzano il cavallo per la lavorazione dei suoli, pratica che si sta diffondendo tra i produttori di vini naturali francesi.
Le fermentazioni avvengono attraverso l'uso di lieviti selezionati, ma da loro stessi e che quindi definiscono "autoctoni". Tutti i 15 ettari che possiedono Fleury (90% dei quali è il Pinot Nero) sono coltivati con la biodinamica, che li il più grande produttore biodinamico in tutta la regione di Champagne 'La chiave è la salute del suolo', dice. 'Dobbiamo mantenere la terra sana. La struttura del suolo restituisce l'essenza del terroir '.

https://teatrodelvino.it/2020/09/s-a-champagne-brut-blanc-de-noirs-bdn-fleury/
C’è persistenza e lunghezza di gusto in questo Champagne blanc de noirs, ovvero da pinot nero, della Côte de Bar. Ma vince soprattutto per equilibrio e gradevolezza olfattiva e di sorso.
Profuma di pane tostato, burro fuso, accenno di fiori bianchi arricchiti da incastonature al rosmarino, tè verde e talco mentolato. Un’acidità agrumata stempera la sostanza succosa che si palesa dolce e oleosa solo in centro bocca, per poi virare in un finale minerale e fresco. La bollicina dà un tocco di eleganza sia al tatto che al gusto, pur con una persistenza non paradigmatica. Da uno Champagne dal costo accessibile è difficile aspettarsi di più.
Imbottigliato nel 2014 e dégorgement datato gennaio 2019.
Fleury è marchio storico della Côte de Bar (a Sud della Champagne classica), attivo dal 1895. Conduce i 25 ettari della tenuta in regime biodinamico dal 1992 e il motto della Maison non a caso è “L’art d’être naturel”: a me piace anche per questo.
Fonte: Maura Firmani - Intralcio

Podere Sapaio s.a.s - P.Iva 01364750495 - Tutti i diritti riservati