Terre Siciliane Hugonis
Terre Siciliane HugonisAnno: 2021
Vitigni: Cabernet Sauvignon e Nero d’Avola
Alcol: 14.5% Vol.
Rosso rubino compatto, intenso e profondo. L’impatto olfattivo stordisce quasi con la sua opulenza, con chiari riferimenti varietali del frutto maturo, di ciliegia, prugna, carruba, intriganti note terziarie di pepe nero, cuoio, cacao e preziosi soffi balsamici in chiusura. Il sorso rileva una struttura imponente, con una trama tannica perfettamente incesellata, protraendosi verso un finale lunghissimo in un riuscito interscambio tra note fruttate e speziate.
€27.80
Sicilia Frappato IGT
Sicilia Frappato IGTTerroir, lavoro nel vigneto e vendemmia
Suolo: Media consistenza. Proviene da sabbie rosse subappenniniche e di natura calcarea, con strati di argilla fresca.
Vitigno: Frappato di Vittoria
Estensione del vigneto: 4.0 ha. Lavorato in biologico.
Tipo d’impianto: Alberello e Guyot
Densità media ceppi per ha: 5997
Età media del vigneto: 50 anni
Produzione media per ettaro: 40.0 hl
Bottiglie prodotte: ca. 11994
Goethe diceva: “La materia non è nulla, quello che conta è il gesto che l’ha fatta”. E il primo gesto che ho imparato facendo vino è stato accettare. Accettare la diversità dei suoli, dell’inclinazione del terreno, dell’altitudine, e l’originalità di un vigneto. Accettare vuol dire rispettare. Rispettare la terra e il suo equilibrio. Rispettare la vigna con i gesti sapienti di una agricoltura sensibile. Rispettare la fermentazione grazie all’uso di lieviti indigeni. Rispettare il vino come se fosse una persona. Una persona che si porta dietro un mondo, una storia, un’atmosfera. E sa della terra da cui nasce. Il vino che mi piace fare non è semplicemente un vino biologico. È un vino naturale come penso di essere io. Che nasce dalla mia sensibilità per le cose vere e dai miei gesti, le mie attenzioni d’amore. Un vino che, nelle sue armonie e asperità , dice della terra dove è nato e anche di me. Per questo sono convinta che il vino naturale, oltre a un vino buono, sia anche un vino umano.
http://www.agricolaocchipinti.it/it/vini-cantina
http://www.triplea.it/producers/39-occhipinti-arianna
€28.90
Passopisciaro Passorosso
Passopisciaro PassorossoIl Nerello Mascalese “Passopisciaro” di Passopisciaro è uno di quei vini in grado di interpretare e raccontare magnificamente la storia di un terroir, l’Etna, che negli ultimi anni è riuscito a salire alla ribalta grazie al duro lavoro di produttori sempre attenti alla qualità e al rispetto dell’ambiente.
Passopisciaro ne è un esempio emblematico: il Nerello Mascalese qui viene coltivato su vigne che hanno tra i 70 e i 100 anni di età , a un’altitudine che oscilla tra i 500 e i 1000 metri di altezza, sulle pendici dell’Etna. Il “Passopisciaro” nasce nei vigneti delle contrade Arcuria, Malpasso, Favazza, Guardiola e Feudo di Mezzo, su suoli ricchi di cenere vulcanica e di microelementi e viene trattato in modo assolutamente naturale, utilizzando polvere di zolfo, argille, propoli ed estratto di semi di pompelmo.
€21.00
Franchetti
FranchettiIl vino Franchetti 2012 è fatto con uve di petit verdot che crescono a mille metri sul lato nord dell’Etna, a Contrada Guardiola. Contrada Guardiola è stata formata 15 mila anni fa dall’ultima delle grandi esplosioni piroclastiche che hanno gettato a terra un profondo deposito di cenere e pomice. Dopo quella, il vulcano cambiò e cominciarono le colate laviche. La maggior parte dei vigneti oggi cresce sulle colate laviche che hanno coperto il vulcano, ma qualche zona come Contrada Guardiola è rimasta scoperta.
Vigne piantate intorno ai 1000 metri di altezza in antiche terrazze viticole del lato nord dell’ Etna nel Cru di Guardiola, sulla colata lavica sopra Passopisciaro. Sono selezioni massali di Cesanese d’Affile provenienti della zona alta di Paliano in provincia di Frosinone, dove sono originarie.
L’ altezza e i terreni vulcanici dell’ Etna conferiscono a quest’ uva risultati più estremi e costanti. Il Petit Verdot è frutto di selezione massale da alcuni vigneti di St. Julien, a Bordeaux.
I vini Petit Verdot sono originari di Bordeaux – Francia. Si tratta di una varietà di uve rosse quasi sempre utilizzata per mescolarsi con altri vitigni provenienti sempre da Bordeaux. La sua origine è misteriosa, così come avviene con molti altri vitigni. Presumibilmente il Petit Verdot è anteriore al Cabernet Sauvignon, anch’esso originario di Bordeaux; la prima registrazione di questo vitigno risale al secolo XVIII.
Il Petit Verdot ha come padri i vitigni Tressot e Duras, quest’ultimo proveniente dalla zone settentrionale della Valle del Tam, vicino alla regione di Tolosa; si presume che il Petit Verdot è stato portato dai Romani verso l’inteno del Mediterraneo.
Il Petit Verdot, come ci viene suggerito dal suo nome stesso, deve essere molto maturo per raggiungere la sua pienezza (“petit”, parola francese che significa “poco” e “verdot” che significa “verde”: Petit Verdot = poco verde), è a bacca piccola ed ha un intenso colore nero. Uno dei maggiori problemi del Petit Verdot è che talvolta la bacca smette di crescere, quasi sempre per ragioni climatiche. E una delle sue caratteristiche più interessanti è che spesso produce più di due grappoli per germoglio.
Il Petit Verdot si può trovare soprattutto a Bordeaux, in particolare nella zona del Médoc, dove raggiunge la sua eccellenza solo nelle annate più calde, ed è quasi sempre utilizzato per le denominazioni miste bordolesi (o Bordeaux Blends, letteralmente “miscele Bordeaux”). In Australia si trova il maggior numero di piantagioni di questo vitigno, utilizzato nella produzione di vini monovarietali. Anche in Italia ritroviamo il Petit Verdot, ma nel nostro paese viene impiegato per la produzione di vini 100% Petit Verdot. Lo ritroviamo in quantità considerevoli anche negli Stati Uniti, dove viene utilizzato per il Meritage, in Cile, Spagna, Canada, Argentina e Venezuela.
Come abbiamo visto, la produzione di vini 100% Petit Verdot è alquanto scarsa; quasi sempre è accompagnato da un altro vitigno la cui percentuale è solitamente maggiore.
€119.50
Solinero Syrah Terre Siciliane
Solinero Syrah Terre SicilianeTenute Rapitalà , azienda storica che si estende per 225 ettari nel territorio che da Camporeale declina verso Alcamo, su dolci colline fra i 300 e i 600 metri, su una terra dove si alternano argille e sabbie. La perfetta esposizione e la composizione del suolo la rendono ideale per la coltivazione dei vitigni più pregiati. Rapitalà è un nome vero, viene dall’arabo (Rabidh-Allah: fiume di Allah dal torrente che scorre tra i vigneti), e sta a testimoniare che queste campagne furono coltivate fin dall’antichità . Nel corso dei secoli generazioni di agricoltori hanno disegnato la forma attuale e l’identità della tenuta. Su questa terra antica, domina un paesaggio di vigne che si inseguono e disegnano geometrie di filari, che il sole e i colori del mediterraneo trasformano in colline dorate. Vini eccellenti e tecnicamente perfetti ma soprattutto unici, dotati di quella personalità che solo la tenuta può dare. La filosofia di Rapitalà vuole vini che mantengono sapori e profumi della terra di Sicilia, senza trascurare l’eleganza del gusto dei palati più raffinati
Per le condizioni climatiche, le temperature miti, le terre collinari, la leggera brezza marina e il sole, la Sicilia presenta un ambiente perfetto per la coltivazione della vite e la produzione di vino. Il vigneto siciliano è suddiviso in tre grandi distretti: quello occidentale del Trapanese con i celebri vini di Marsala, quello nord-orientale con i vini dell’Etna e quello meridionale con i prodotti del Ragusano.
Con i suoi vini, questa regione testimonia una secolare vocazione alla viticoltura, che affonda le proprie radici già ai tempi dei Greci. La produzione enologica siciliana sta vivendo oggi una svolta importante: la valorizzazione delle potenzialità ancora non del tutto espresse dell’isola.
€13.50
