Carema Lasu Vino Rosso
Carema Lasu Vino Rosso“Questo nuovo arrivato, che Federico e Debora hanno creato dopo essere andati a recuperare con certosina minuzia pezzi di vigneto arrampicati tra sassi poderosi, non si puoÌ€, ancora, chiamare Carema, essendo stato vinificato fuori dal comune, ma lo saraÌ€ dall’annata 2017. Il Kraema affonda peroÌ€ nella storia e nel “gusto” di questa denominazione in maniera naturale: eÌ€ asciutto, rigoroso, ma se lo lasci parlare, ti lancia le sue faville minerali. Tempo e bottiglia lavoreranno di cesello, il presente eÌ€ fatto di forza, sapore, nobiltaÌ€ inconfondibile.” – Luca Santini
“Deborah e Federico sono due ragazzi che da pochissimo hanno iniziato a produrre vino, infatti devono ancora completare la naturale evoluzione di un’azienda, appoggiandosi a Christoph Künzli di Le Piane per imbottigliare il loro Kraema, un nebbiolo che nasce da un piccolo appezzamento e guarda al comune di Carema (il nome gioca proprio su questo), ma fino al 2016 saraÌ€ etichettato come VdT.[…] Questi giovani vignaioli, quindi, aprono un nuovo spiraglio, una luce che inizia giaÌ€ a splendere, grazie a questo piccolo ma preziosissimo vino di montagna” – Roberto Giuliani, Lavinium, ottobre 2018
Se siete curiosi, vi invito a leggere l’articolo proposto da questo sito.
https://teatrodelvino.it/web/wp-content/uploads/2020/02/Viniplus-Sett-2019-Carema.pdf
oppure:
https://teatrodelvino.it/2020/09/la-riscossa-di-carema-muraje-wine-inside/
€23.90
Schiava Vigna Kristplonerhof
Schiava Vigna KristplonerhofStoriaLa Schiavaè uno dei vini più storici dell’Alto Adige e negli ultimi anni ha guadagnato molti amanti e anche la stima come vino di qualità . ProvenienzaLa nostra schiavaviene prodotta esclusivamente con uve del maso “Kristploner”. Il maso si trova a Guncina, sui pendii del Monsocolo, con esposizione a sud-est e terreni porfidici. È il maso di nascita della moglie di Toni Rottensteiner, Rosa, che nel frattempo è passato alla figlia Evi.
€12.50
Pinot Nero
Pinot NeroAnno: 2021
Vitigni: Pinot Nero
Alcol: 13.5% Vol.
Il Pinot Nero è un vino rosso pieno e fruttato, con note di visciola. Le uve per il nostro Pinot Nero crescono sulle colline nei dintorni Bolzano.
€17.00
Volpolo 2010
Volpolo 2010Nel 1999 , dopo essersi laureato in ingegneria ed aver lavorato per alcuni anni nell’azienda del padre, il giovane Massimo Piccin innamoratosi della Toscana, decide di acquistare un podere in Castagneto Carducci e di iniziare la sua avventura in questo affascinante mondo . Inizialmente l’azienda possedeva 10 ettari di terreno , ad oggi , dopo aver acquistato altri 25 ettari in località Bibona, i terreni coltivati sono 40 ht.di cui 25 sono a vigneto. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla passione e al duro lavoro di chi ha inizialmente collaborato e creduto in lui, Dario, Roy, Carlo, Gioia e Simone.
I due vini, Sapaio e Volpolo sono curati da Carlo Ferrini, enologo di fama internazionale, e sono di taglio bordolese provenendo da diverse selezioni di uve, maturate in vigneti differenti; oltre al vino si produrre olio toscano. I nomi Sapaio e Volpolo derivano dalle denominazioni di due antichi vitigni toscani: Sapaia e Volpola. Sono stati scelti per esaltare l’origine locale dei prodotti sin dal loro appellativo. La corona che contraddistingue tutta l’immagine di Podere Sapaio è un omaggio alla nobiltà del vino e del territorio, pienamente rispettate dal lavoro svolto in vigna e in cantina.
La filosofia
Podere Sapaio ha una filosofia di sperimentazione e innovazione: si propone di ricercare nuove espressioni dei vitigni bordolesi nel territorio di Bolgheri, con l’obiettivo di ottenere vini che coniughino potenza, eleganza e longevità
€60.00
Sapaio 2016 MAGNUM
Sapaio 2016 MAGNUMNel 1999 , dopo essersi laureato in ingegneria ed aver lavorato per alcuni anni nell’azienda del padre, il giovane Massimo Piccin innamoratosi della Toscana, decide di acquistare un podere in Castagneto Carducci e di iniziare la sua avventura in questo affascinante mondo . Inizialmente l’azienda possedeva 10 ettari di terreno , ad oggi , dopo aver acquistato altri 25 ettari in località Bibona, i terreni coltivati sono 40 ht.di cui 25 sono a vigneto. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla passione e al duro lavoro di chi ha inizialmente collaborato e creduto in lui, Dario, Roy, Carlo, Gioia e Simone.
I due vini, Sapaio e Volpolo sono curati da Carlo Ferrini, enologo di fama internazionale, e sono di taglio bordolese provenendo da diverse selezioni di uve, maturate in vigneti differenti; oltre al vino si produrre olio toscano. I nomi Sapaio e Volpolo derivano dalle denominazioni di due antichi vitigni toscani: Sapaia e Volpola. Sono stati scelti per esaltare l’origine locale dei prodotti sin dal loro appellativo. La corona che contraddistingue tutta l’immagine di Podere Sapaio è un omaggio alla nobiltà del vino e del territorio, pienamente rispettate dal lavoro svolto in vigna e in cantina.
La filosofia
Podere Sapaio ha una filosofia di sperimentazione e innovazione: si propone di ricercare nuove espressioni dei vitigni bordolesi nel territorio di Bolgheri, con l’obiettivo di ottenere vini che coniughino potenza, eleganza e longevità
“A Dario, Roi, Carlo, Gioia, Simone, a tutti quelli che hanno lavorato e lavorano oggi per il suo futuro, a chi per caso o per scelta ha goduto e gode dei suoi primi frutti il mio sincero grazie.” Massimo
bottiglie prodotte 10.000
PREMI OTTENUTI
TIPO DI VINO NEL NOMINATO NELLA RIVISTA PUNTEGGIO
SAPAIO 2010 2014 “ I vini d’Italia 11” 3 bichieri
SAPAIO 2010 2014 “ I vinidi Veroneli 2014” guida d’oro 3 stelle
SAPAIO 2010 2014 “ Bibenda 2014” 5 grappoli
€190.00
Volpolo 2018 Jeroboam (l.3)
Volpolo 2018 Jeroboam (l.3)Nel 1999 , dopo essersi laureato in ingegneria ed aver lavorato per alcuni anni nell’azienda del padre, il giovane Massimo Piccin innamoratosi della Toscana, decide di acquistare un podere in Castagneto Carducci e di iniziare la sua avventura in questo affascinante mondo . Inizialmente l’azienda possedeva 10 ettari di terreno , ad oggi , dopo aver acquistato altri 25 ettari in località Bibona, i terreni coltivati sono 40 ht.di cui 25 sono a vigneto. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla passione e al duro lavoro di chi ha inizialmente collaborato e creduto in lui, Dario, Roy, Carlo, Gioia e Simone.
I due vini, Sapaio e Volpolo sono curati da Carlo Ferrini, enologo di fama internazionale, e sono di taglio bordolese provenendo da diverse selezioni di uve, maturate in vigneti differenti; oltre al vino si produrre olio toscano. I nomi Sapaio e Volpolo derivano dalle denominazioni di due antichi vitigni toscani: Sapaia e Volpola. Sono stati scelti per esaltare l’origine locale dei prodotti sin dal loro appellativo. La corona che contraddistingue tutta l’immagine di Podere Sapaio è un omaggio alla nobiltà del vino e del territorio, pienamente rispettate dal lavoro svolto in vigna e in cantina.
La filosofia
Podere Sapaio ha una filosofia di sperimentazione e innovazione: si propone di ricercare nuove espressioni dei vitigni bordolesi nel territorio di Bolgheri, con l’obiettivo di ottenere vini che coniughino potenza, eleganza e longevità
€170.00
Lagrein
LagreinIl vigneto Alto Adige
Dall’alto della collina, lo sguardo si allunga nella vallata sottostante. Lo specchio d’acqua del lago di Caldaro, interrompe con grazia la precisa geometria dei filari che si estendono all’orizzonte. Le colline circondano, le vette più alte proteggono da lontano. Oltre la metà del vigneto Alto Adige si dispiega a partire da questo scenario unico. Qui, precisa come solo la natura sa essere, “l’ora del Garda” – un gentile vento estivo pomeridiano – l’escursione termica tipica di questi luoghi, le altitudini variabili (dai 200 ai 1000 m) così preziose per delineare la vita dell’uva e le diverse tipologie di terreno – calcareo, porfido e morenico – creano le condizioni ideali per vitigni fortunati, abili artefici dei vini altoatesini, noti e apprezzati in tutto il mondo.
Conferimento
A lavorare queste terre benevole, le mani esperte dei contadini altoatesini, che di generazione in generazione tramandano i loro gesti e le loro conoscenze. Tra questi, anche i circa 60 fedeli fornitori di Kettmeir, che da decenni conferiscono alla cantina la loro uva, lavorata con cura, dedizione e attenzione, in poco più di 55 ettari. Perché ciò che conta, è la qualità , non la quantità . Tra la cantina e suoi conferitori, dunque, rapporti costruiti e cementati nel tempo, basati sulla reciproca fiducia e sulla passione per il fare bene e sull’orgoglio di produrre, insieme, vini di altissima qualità .
Maso Chiuso
Presenza immancabile e imprescindibile, ad intercalare il variegato paesaggio altoatesino, il maso. Tipica residenza locale, comprende la casa in cui vivere e il terreno circostante, da sempre il centro dell’esistenza e la principale fonte di sostentamento dei suoi operosi abitanti. In particolare, a caratterizzare questi luoghi dell’abitare e del lavorare, una pratica antica: il Maso Chiuso. Indivisibilità del possedimento, garanzia di mantenimento attraverso l’attività agricola di almeno 5 persone, trasmissione del patrimonio per eredità ad un solo figlio e indennizzo degli altri: queste le poche e chiare norme che dal XV secolo caratterizzano, regolamentano e tutelano il tramandarsi della tradizione e della cultura rurale locale. Solo così infatti, i contadini dell’Alto Adige, anche nelle zone più impervie e dure, possono garantire a sé e al proprio nucleo familiare un reddito derivante dall’agricoltura, dall’allevamento e dall’agriturismo. Ed è grazie a questi premurosi custodi che il territorio altoatesino può preservare nel tempo la sua naturale bellezza, fatta di prati brillanti, boschi vigorosi e generosi vigneti, che si slanciano dal fondovalle fino alle più inaspettate e coraggiose altezze.
https://www.kettmeir.com/images/pdf/schede-ita/KT_Lagrein_AA_2020_ITA.pdf
€14.20
Lago di Caldaro Classico
Lago di Caldaro ClassicoLa storia
1919 – Le origini L’enologo altoatesino Giuseppe Kettmeir, esperto conoscitore della viticoltura e ingegnere agronomo, fonda la cantina che porta il suo nome. Caldaro, immersa nei vigneti altoatesini, diviene presto il cuore pulsante della sua produzione di vini di qualità .
1964 – La spumantizzazione Kettmeir riconosce il potenziale delle bollicine e inizia a produrre spumanti di gran pregio con il Metodo Charmat lungo per una Cuvée da uve Pinot Bianco. Pioniere in Alto Adige, Kettmeir contribuisce così al rilancio della tradizione spumantistica locale.
1986 – L’incontro con Santa Margherita Franco Kettmeir, nipote di Giuseppe, trova in Santa Margherita Gruppo Vinicolo l’erede ideale per l’impresa di famiglia. Il Gruppo, da ora alla guida della cantina, introduce una nuova filosofia aziendale più moderna, orientata alla tecnologia e all’innovazione.
1992 – Il Metodo Classico La cantina affronta una nuova sfida e dà inizio alla spumantizzazione con il Metodo Classico: la più complessa, la più elegante, la più distintiva – allora come oggi – della produzione di Kettmeir.
2000 – Il Rosé Metodo Classico Una nuova sperimentazione è nell’aria: ispirata dalle ottime uve Pinot Nero e Chardonnay, l’azienda decide di introdurre nella propria gamma anche il raffinato, fresco e delicato Brut Rosé Metodo Classico.
2011 – La Riserva “1919” Una vendemmia speciale e generosa, getta le basi per il primo Metodo Classico Riserva di Kettmeir. Almeno sessanta mesi di maturazione sui lieviti, altri tre di riposo: un processo lento e paziente, per creare l’Extra Brut, la punta di diamante della produzione dell’azienda.
2019 – I primi 100 anni L’azienda, completamente rinnovata, sempre impegnata nella valorizzazione del territorio in cui è immersa e nella cura dei vigneti che danno vita ai suoi vini pregiati, è pronta a celebrare i suoi primi 100 anni.
Il territorio
• L’Alto Adige L’Alto Adige è una terra di contrasti, custode della tradizione e audace sperimentatrice della contemporaneità . È qui, con la medesima vocazione, che nascono i vini Kettmeir.
La forza delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, l’attitudine lenta e cordiale che risale dal Mediterraneo, il rigore alpino della gente di montagna. La regione vinicola più a nord d’Italia, votata all’agricoltura ma dal respiro mitteleuropeo. La natura, varia e sfaccettata, ad accompagnare lo scorrere della vita quotidiana. I saperi artigianali antichi che incontrano l’avanguardia architettonica, imprenditoriale e culturale.
Il vigneto Alto Adige Dall’alto della collina, lo sguardo si allunga nella vallata sottostante. Lo specchio d’acqua del lago di Caldaro, interrompe con grazia la precisa geometria dei filari che si estendono all’orizzonte. Le colline circondano, le vette più alte proteggono da lontano. Oltre la metà del vigneto Alto Adige si dispiega a partire da questo scenario unico. Qui, precisa come solo la natura sa essere, “l’ora del Garda” – un gentile vento estivo pomeridiano – l’escursione termica tipica di questi luoghi, le altitudini variabili (dai 200 ai 1000 m) così preziose per delineare la vita dell’uva e le diverse tipologie di terreno – calcareo, porfido e morenico – creano le condizioni ideali per vitigni fortunati, abili artefici dei vini altoatesini, noti e apprezzati in tutto il mondo.
Conferimento A lavorare queste terre benevole, le mani esperte dei contadini altoatesini, che di generazione in generazione tramandano i loro gesti e le loro conoscenze. Tra questi, anche i circa 60 fedeli fornitori di Kettmeir, che da decenni conferiscono alla cantina la loro uva, lavorata con cura, dedizione e attenzione, in poco più di 55 ettari. Perché ciò che conta, è la qualità , non la quantità . Tra la cantina e suoi conferitori, dunque, rapporti costruiti e cementati nel tempo, basati sulla reciproca fiducia e sulla passione per il fare bene e sull’orgoglio di produrre, insieme, vini di altissima qualità .
Maso Chiuso Presenza immancabile e imprescindibile, ad intercalare il variegato paesaggio altoatesino, il maso. Tipica residenza locale, comprende la casa in cui vivere e il terreno circostante, da sempre il centro dell’esistenza e la principale fonte di sostentamento dei suoi operosi abitanti. In particolare, a caratterizzare questi luoghi dell’abitare e del lavorare, una pratica antica: il Maso Chiuso. Indivisibilità del possedimento, garanzia di mantenimento attraverso l’attività agricola di almeno 5 persone, trasmissione del patrimonio per eredità ad un solo figlio e indennizzo degli altri: queste le poche e chiare norme che dal XV secolo caratterizzano, regolamentano e tutelano il tramandarsi della tradizione e della cultura rurale locale. Solo così infatti, i contadini dell’Alto Adige, anche nelle zone più impervie e dure, possono garantire a sé e al proprio nucleo familiare un reddito derivante dall’agricoltura, dall’allevamento e dall’agriturismo. Ed è grazie a questi premurosi custodi che il territorio altoatesino può preservare nel tempo la sua naturale bellezza, fatta di prati brillanti, boschi vigorosi e generosi vigneti, che si slanciano dal fondovalle fino alle più inaspettate e coraggiose altezze.
€10.30
Volpolo MAGNUM 2018
Volpolo MAGNUM 2018Nel 1999 , dopo essersi laureato in ingegneria ed aver lavorato per alcuni anni nell’azienda del padre, il giovane Massimo Piccin innamoratosi della Toscana, decide di acquistare un podere in Castagneto Carducci e di iniziare la sua avventura in questo affascinante mondo . Inizialmente l’azienda possedeva 10 ettari di terreno , ad oggi , dopo aver acquistato altri 25 ettari in località Bibona, i terreni coltivati sono 40 ht.di cui 25 sono a vigneto. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla passione e al duro lavoro di chi ha inizialmente collaborato e creduto in lui, Dario, Roy, Carlo, Gioia e Simone.
I due vini, Sapaio e Volpolo sono curati da Carlo Ferrini, enologo di fama internazionale, e sono di taglio bordolese provenendo da diverse selezioni di uve, maturate in vigneti differenti; oltre al vino si produrre olio toscano. I nomi Sapaio e Volpolo derivano dalle denominazioni di due antichi vitigni toscani: Sapaia e Volpola. Sono stati scelti per esaltare l’origine locale dei prodotti sin dal loro appellativo. La corona che contraddistingue tutta l’immagine di Podere Sapaio è un omaggio alla nobiltà del vino e del territorio, pienamente rispettate dal lavoro svolto in vigna e in cantina.
La filosofia
Podere Sapaio ha una filosofia di sperimentazione e innovazione: si propone di ricercare nuove espressioni dei vitigni bordolesi nel territorio di Bolgheri, con l’obiettivo di ottenere vini che coniughino potenza, eleganza e longevità
€90.00
Volpolo MAGNUM 2013
Volpolo MAGNUM 2013Nel 1999 , dopo essersi laureato in ingegneria ed aver lavorato per alcuni anni nell’azienda del padre, il giovane Massimo Piccin innamoratosi della Toscana, decide di acquistare un podere in Castagneto Carducci e di iniziare la sua avventura in questo affascinante mondo . Inizialmente l’azienda possedeva 10 ettari di terreno , ad oggi , dopo aver acquistato altri 25 ettari in località Bibona, i terreni coltivati sono 40 ht.di cui 25 sono a vigneto. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla passione e al duro lavoro di chi ha inizialmente collaborato e creduto in lui, Dario, Roy, Carlo, Gioia e Simone.
I due vini, Sapaio e Volpolo sono curati da Carlo Ferrini, enologo di fama internazionale, e sono di taglio bordolese provenendo da diverse selezioni di uve, maturate in vigneti differenti; oltre al vino si produrre olio toscano. I nomi Sapaio e Volpolo derivano dalle denominazioni di due antichi vitigni toscani: Sapaia e Volpola. Sono stati scelti per esaltare l’origine locale dei prodotti sin dal loro appellativo. La corona che contraddistingue tutta l’immagine di Podere Sapaio è un omaggio alla nobiltà del vino e del territorio, pienamente rispettate dal lavoro svolto in vigna e in cantina.
La filosofia
Podere Sapaio ha una filosofia di sperimentazione e innovazione: si propone di ricercare nuove espressioni dei vitigni bordolesi nel territorio di Bolgheri, con l’obiettivo di ottenere vini che coniughino potenza, eleganza e longevità
€135.00
Palazzo della Torre
Palazzo della TorreÈ uno dei vini che ha reso celebre la produzione Allegrini in tutto il mondo. La vigna circonda Villa Della Torre, splendida dimora rinascimentale di proprietà della famiglia, e dà vita ad un rosso di buon corpo capace di invecchiare per almeno un decennio. La composizione delle uve fa riferimento alle storiche Corvina, Corvinonee Rondinella cui si aggiunge una piccola percentuale di Sangiovese. Una parte selezionata del Corvinone raccolto viene appassito fino al mese di dicembre, per poi fondersi con la base vinificata da uve fresche. Il risultato è un rosso vellutato e armonioso dove il frutto si manifesta maturo e polposo.
Il territorio: Valpolicella ClassicaCollocazione geografica:Fumane di Valpolicella, Podere Palazzo della Torree altri vigneti di proprietà Altitudine:240m s.l.m.Esposizione:Est/Sud-EstTipologia di terreno:Molto vario, per lo più argilloso,calcareoe ricco di scheletroSistema di allevamento:Guyot, Pergola Densità di impianto:Circa 3.000 ceppi/Ha
€13.50
Pinot Nero
Pinot NeroI vigneti sono collocati nella zona di Rovereto, in Trentino. La famiglia acquistò i primi vigneti nel 1979, oggi è Elisabetta che si occupa sia delle vinificazioni che delle vendemmie. Dal 2001 l’Azienda è conduzione biologica, i vigneti hanno dai 10 ai 32 anni, oggi seguono il regime biodinamico. Le rese sono molto basse e questo garantisce altissima qualità .
€33.30
Groppello Biologico
Groppello BiologicoCantrina è anche il nome del piccolo paese, nel comune di Bedizzole, ubicato su colline moreniche risalenti a epoche glaciali, nell’entroterra Gardesano, nella zona vinicola chiamata Valtènesi. È un’azienda a conduzione familiare e coltiva sia uve fr ancesi che storiche del luogo come il Groppello. La scelta dei vitigni e i metodi di vinificazione sono definiti da Cristina e Diego ed è un libero esercizio di stile proprio per sottolineare un’assoluta libertà interpretativa e produttiva. Ettari vi tati: 6
Anno Di Impianto:1991 e 1998
Geologia Del Terreno:medio impasto sub-alcalino
Uve Groppello
Vigneto di provenienza:vigneti collinari selezionati dall’azienda nelle zone più vocate per la coltivazione del Groppello Valtènesi
Questo prodotto fa parte dei Nostri Progetti: Fivi Vignaoli Indipendenti
€10.80
Teroldego Biologico
Teroldego BiologicoSulle colline sopra Rovereto si erge un castello dell’XI secolo attorniato da vigneti spettacolari dove dal 1989 vengono vinificate con cura e passione le uve prodotte nel rispetto della natura che li circonda. La fortuna di avere un vero e proprio CRU che confina perlopiù con il bosco li aiuta a mantenere un ecosistema ricco e diversificato. I loro vini sono un espressione personale e profonda del territorio della Destra Adige Trentina.
Ettari vitati: 6
Anno Di Impianto:2000
Allevamento:filare
Geologia Del Terreno:calcareo, limo 18-22 %, ricco di minerali, molto ricco di scheletro.
Resa Per Ettaro:0,8 kg/ceppo
Vigneto di provenienza:Est, Sud-Est; 320 metri s.l.m. 6000 piante ettaro
€18.60
Carmenere Barbane
Carmenere BarbaneAnno: 2020
Notizie sul Carmenere: Le prime notizie di coltivazione di questo vitigno nella nostra zona risalgono alla seconda metà del XIX° secolo. Molto spesso in passato confuso con il Cabernet Franc, esso ha trovato qui le condizioni ideali per la sua coltivazione proprio sui terreni di sasso del Piave anche grazie al particolare clima dovuto alla protezione delle vicine Dolomiti.
Caratteristiche del terreno: Barabane è il nome di una piccola vigna contornata da siepi di acacie, carpini e sambuchi e delimitata sul lato più a sud da un canale d’acqua del Piave. La presenza anche in superficie dei sassi del fiume contribuisce a garantire un suolo vitale, fresco e asciutto in cui la simbiosi tra la vite e le altre piante si esprime al meglio. Nella coltivazione vengono seguiti criteri di naturalità e fisiologia per una gestione agronomica sostenibile.
Sistema di allevamento e resa per ettaro: Sylvoz corto, 80 quintali per ettaro
Dati analitici (medi)Alcool: 13% vol. Acidità totale: 5,2 g/lpH: 3,
€12.00
Merlot Spezza
Merlot SpezzaAnno: 2019
Notizie sul Merlot: La diffusione di questo vitigno risale alla seconda metà del XIX° secolo. La sua coltivazione si è via via estesa non solo per aver trovato le condizioni pedoclimatiche ideali ma anche per il forte apprezzamento del vino desti- nato sia al mercato locale che a quello nazionale.
Caratteristiche del terreno: Spezza è il nome di una vigna che interrompe (spezza appunto) le vigne pù grandi che le stanno intorno. Qui i sassi sono evidenti sia in superficie che nel sottosuolo garantendo ottimo drenaggio per un suolo vitale, fresco e asciutto in cui la simbiosi tra la vite e il terreno si esprime al meglio. Nella coltivazione vengono seguiti criteri di naturalità e fisiologia per una gestione agronomica più sostenibile.
Sistema di allevamento e resa per ettaro: Cordone Speronato corto, 70 quintali per ettaro.
€11.60
Rosato Lezèr
Rosato LezèrSuolo: Alluvionale
Estensione del vigneto: 4.0 ha
Tipo d’impianto: Pergola trentina
Densità ceppi per ha: 3.000
Età media del vigneto: 30 anni
Produzione media per ha: 63 hl
Foradori
Elisabetta Foradori, Emilio e Theo Zierock / Mezzolombardo
“Come mi definirei? Una custode della terra”. Così parla di sè Elisabetta Foradori, soprannominata anche “la signora del Teroldego”. L’azienda Foradori si trova a Mezzolombardo nel mezzo del Campo Rotaliano, una pianura alluvionale formata dal fiume Noce e circondata dalle verticali pareti di roccia dolomitica. L’azienda fu fondata nel 1901, ma i primi vini imbottigliati dalla famiglia Foradori risalgono a nonno Roberto, nei primi anni ‘50. Grazie alle idee innovative di Rainer Zierock e alla visione e tenacia di Elisabetta Foradori l’azienda è riuscita divulgare gradualmente il vitigno autoctono Teroldego. Oggi tutta la famiglia è coinvolta: Emilio (il filosofo) come enologo e agronomo, Theo (il politilogo) come divulgatore e diplomatico, Myrtha (l’agronoma) come responsabile della produzione di ortaggi. Elisabetta rimane la massima consigliera e si occupa della diversificazione agricola di Foradori. I compartimenti non sono mai stagni e tutto si crea e si evolve grazie alla squadra di collaboratori.
I Foradori lavorano artigianalmente i 25,5 ettari vitati e approfondiscono le pratiche agronomiche attraverso i concetti della biodinamica. Sanno di essere gestori temporanei di una terra di tutti e di avere dunque l’onere di rispettarla e proteggerla. Credono nella diversificazione agricola e nell’indipendenza, nello sviluppo professionale e umano di chi lavora.
L’approfondimento del Teroldego segue due strade: il rispetto della tradizione (Granato e Foradori) e la ricerca di espressioni più sperimentali (Morei, Sgarzon e Lezèr). Sulle colline di Cognola invece si lavorano con i bianchi Nosiola e Incrocio Manzoni. L’ azienda è in costante movimento per migliorare loro stessi e sostenere chi gli sta attorno: Il risultato di Elisabetta è stato quello di ottenere un’uva dalle caratteristiche che riflettono perfettamente il territorio.
€14.60
Rosso Ortone
Rosso OrtoneVINI DI NATURA
BENVENUTI A QUOTA 101,
UNA CANTINA BIOLOGICA IMMERSA NELLA NATURA
Ci troviamo sui Colli Euganei, a Torreglia, appena fuori Padova. Un posto così bello da sembrare una cartolina. Quota 101 non è semplicemente l’altitudine a cui si trova la nostra azienda, è prima di tutto una famiglia che nel 2010 ha deciso di recuperare l’essenza di un luogo: una tenuta immersa nella natura, dove il vino si faceva da sempre. Fin da subito ci siamo impegnati a coltivare l’uva di questo posto nell’assoluto rispetto del territorio e dell’ambiente. Siamo stati fortunati: abbiamo trovato vigneti vecchi ancora in forma e un luogo ricco di biodiversità .
€16.50
Rosso P.28
Rosso P.28Nel Parco Regionale dei Colli Euganei, a sud di Padova, si trova la Villa Emo Capodilista, progettata da Varotari, allievo del Veronese, nel 1568. Questo splendido edificio è simbolo dell’azienda agricola gestita, con creatività e lungimiranza, dal Conte Giordano, sempre attento a non snaturare i suoi vini dal contesto storico e dalla tradizione. Nella sua produzione va encomiato il recupero dell’uva Turca, inserito di rigore nella collezione I vini nelle città italiane – Padova. Ettari vita ti: 21
Allevamento:cordone speronato
Geologia Del Terreno:medio impasto con affioramenti trachitici
Resa Per Ettaro:90 q/ha
€10.80
Carema
CaremaBottiglia assolutamente consigliata a chi ama il nebbiolo nordpiemontese e pensa che “tradizione” e “tipicità ” siano parole vuote, se non calate in un concreto spazio-tempo di eretiche ortodossie.
Questo nuovo arrivato, che Federico e Debora hanno creato dopo essere andati a recuperare con certosina minuzia pezzi di vigneto arrampicati tra sassi poderosi, non si puoÌ€, ancora, chiamare Carema, essendo stato vinificato fuori dal comune, ma lo saraÌ€ dall’annata 2017. Il Kraema affonda peroÌ€ nella storia e nel “gusto” di questa denominazione in maniera naturale: eÌ€ asciutto, rigoroso, ma se lo lasci parlare, ti lancia le sue faville minerali. Tempo e bottiglia lavoreranno di cesello, il presente eÌ€ fatto di forza, sapore, nobiltaÌ€ inconfondibile.” – Luca Santini
“Deborah e Federico sono due ragazzi che da pochissimo hanno iniziato a produrre vino, infatti devono ancora completare la naturale evoluzione di un’azienda, appoggiandosi a Christoph Künzli di Le Piane per imbottigliare il loro Kraema, un nebbiolo che nasce da un piccolo appezzamento e guarda al comune di Carema (il nome gioca proprio su questo), ma fino al 2016 saraÌ€ etichettato come VdT.[…] Questi giovani vignaioli, quindi, aprono un nuovo spiraglio, una luce che inizia giaÌ€ a splendere, grazie a questo piccolo ma preziosissimo vino di montagna” – Roberto Giuliani, Lavinium, ottobre 2018
€56.40
